giovedì , 29 Ottobre 2020
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Cos’è un impianto fotovoltaico grid connected?

L’energia solare si sta imponendo come la fonte rinnovabile prediletta, impiegata per produrre elettricità. Lo strumento per catturare e convertire i raggi solari è l’impianto fotovoltaico, diffuso sia nel contesto industriale che in quello civile a seguito della sempre più crescente attenzione nei riguardi dell’ambiente e per i vantaggi economici che la sua installazione comporta. Dotarsi di tale struttura consente infatti di produrre energia pulita senza emettere sostanze inquinanti (data l’assenza di reazioni chimiche nella sua fase di conversione) e al contempo di usufruire di alcuneagevolazioni fiscali con anche la possibilità di vendere il prodotto in eccesso, non necessario a soddisfare il bisogno dell’azienda o dell’abitazione. Esistono vari tipi di impianti fotovoltaici tra cui poter scegliere, compreso quello grid connected, connesso alla rete elettrica nazionale attraverso un gestore locale di energia.

Da cosa si compone l’impianto grid connected

Le parti principali degli impianti fotovoltaici grid connected sono il generatore fotovoltaico, l’inverter, le cabine di tensione e i contatori. Questi ultimi sono solitamente due: uno tiene il conto dell’energia elettrica prodotta dall’impianto, e l’altro misura quanta ne viene venduta o acquistata dalla rete elettrica. Il generatore fotovoltaico invece si compone di uno o più inverter a cui sono connessi una o più serie di moduli fotovoltaici. Gli inverter hanno lo scopo, come dice la parola stessa, di convertire la corrente continua in alternata, processo necessario per scambiare con la rete nazionale l’energia prodotta dal campo fotovoltaico. Altro elemento del complesso sono le cabine, le quali possono avere livelli di tensione differenti: se è media si sfruttano per potenze superiori ai 100 kW. Il primo aspetto che si deve considerare quando si vuole installare un impianto fotovoltaico è la superficie che si ha a disposizione e l’esposizione al sole dell’edificio su cui andranno apposti. Successivamente, a seconda delle funzioni che andrà a soddisfare l’impianto, verranno scelte le centrali fotovoltaiche se si vuole produrre energia con l’obiettivo di venderla, altrimenti si punterà agli impianti scambio sul posto, finalizzati a produrre energia per il fabbisogno di un’azienda o per uso domestico, garantendo un risparmio a chi ne usufruisce.

Le centrali fotovoltaiche sono in grado di sopperire al fabbisogno di centinaia di abitazioni civili, alimentate da pannelli solari che occupano parecchi ettari di superficie del terreno, a differenza di quanto avviene per gli impianti scambio sul posto, le cui dimensioni devono essere calcolate in base all’energia che viene consumata dall’utenza privata o da quella aziendale. Il consumo può essere calcolato consultando le bollette energetiche, dopodiché si procederà alla progettazione dell’impianto considerando variabili come la superficie che andrà a occupare, l’investimento e l’ammortizzo che vi sarà in futuro grazie al risparmio energetico.

Quali incentivi per installarlo

Per incentivare le persone a munirsi di questo dispositivo, vengono messe in atto diverse soluzioni, tra cui il recupero fiscale del 50% per le ristrutturazioni degli edifici, il quale consiste in uno sconto sul costo totale dell’impianto che viene poi restituito in una decina d’anni, permettendo di ammortizzare l’investimento effettuato. Un espediente meno conosciuto consiste nell’emissione e nella vendita dei Titoli di Efficienza Energetica effettuate nel caso in cui si abbia a che fare con impianti entro i 20 kW. Per massimizzare i vantaggi dell’investimento nell’impianto, è necessario calcolare la quota di autoconsumo di quest’ultimo con estrema attenzione.

Impianto grid connected e impianto stand alone: analogie e differenze

Accanto all’impianto grid connected, c’è una seconda famiglia di strutture fotovoltaiche: quella degli impianti fotovoltaici stand alone. Si tratta di un sistema che permette, a differenza del modello precedentemente descritto, di rendere il consumo dell’elettricità autosufficiente grazie all’energia accumulata dai pannelli solari durante il giorno, senza che vi sia la necessità di essere collegati con la rete nazionale. L’impianto stand alone viene sfruttato soprattutto per collegare utenze che, per una serie di motivi come l’eccessivo isolamento e i conseguenti costi di allacciamento troppo elevati, non hanno la possibilità di connettersi alla rete elettrica nazionale. L’energia prodotta dai pannelli solari viene conservata all’interno di batterie create specificatamente per l’accumulo energetico. Il grande vantaggio dell’impianto grid connected è che può funzionare anche come uno stand alone: quest’ultimo è collegato a una batteria d’accumulo energetico, mentre il primo, essendo connesso alla rete nazionale elettrica in maniera diretta, può rilasciare l’energia in eccesso che si è accumulata nel dispositivo all’interno della corrente elettrica nazionale, e ugualmente quando termina la carica elettrica proveniente dai pannelli potrà prelevare il fabbisogno energetico necessario dalla rete statale stessa, oppure conservarla per un utilizzo futuro. È preferibile servirsi della soluzione grid connected perché può soddisfare le richieste dell’utenza appieno, inoltre i costi cospicui degli impianti stand alone rappresentano un ostacolo che sta impedendo a questo modello di imporsi, anche a causa dell’obbligo di possedere batterie elettriche senza le quali non sarebbe possibile rendere l’edificio autosufficiente. Se non ci fossero, non si potrebbe accumulare l’energia rilasciata dal fotovoltaico quando eccedente rispetto al consumo istantaneo o fornirla quando si rivela insufficiente.

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